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domenica 2 dicembre 2012

A mani vuote


Il secondo racconto che vi proponiamo si intitola "A mani vuote" ed è stato scritto da Silvano Fausti:

"Ai tempi di Erode, la notte in cui nacque Gesù, gli angeli portarono la buona notizia ai pastori. C'era un pastore poverissimo, tanto povero che non aveva nulla. Quando i suoi amici decisero di andare alla grotta portando qualche dono, invitarono anche lui. Ma lui diceva: "Io non posso venire, sono a mani vuote, che posso fare?". Ma gli altri tanto dissero e fecero, che lo convinsero.
Così arrivarono dov'era il bambino, con sua Madre e Giuseppe. Maria aveva tra le braccia il bambino e sorrideva, vedendo la generosità di chi offriva cacio, lana o qualche frutto. Scorse il pastore che non aveva nulla e gli fece cenno di venire. Lui si fece avanti imbarazzato. Maria, per avere libere le mani e ricevere i doni dei pastori, depose dolcemente il bambino tra le braccia del pastore che era a mani vuote"

sabato 1 dicembre 2012

I sandali di Josè

Si avvicina il Natale e dalle pagine del nostro blog abbiamo deciso di creare, per tale occasione, una nuova iniziativa. Vogliamo infatti pubblicare, per i prossimi 25 giorni, un racconto al giorno per prepararci a questa festività e poter riflettere sulla stessa. A volte sarà una poesia, altre una preghiera, altre ancora una favola. Vari generi ma con un intento comune.
Spero che vi possano piacere e che vi possano aiutare a riflettere sul vero senso del Natale.
Ecco quindi il primo racconto, intitolato "i sandali di Josè" e scritto Da Paulo Coelho (lo potete trovare nel libro "Sono come il fiume che scorre" edito da Bompiani). Buona Lettura:

"Molti anni fa, talmente tanti che abbiamo ormai dimenticato la data precisa, viveva in un paese del sud del Brasile un bambino di sette anni, di nome José. Aveva perduto i genitori molto presto ed era stato adottato da una zia avara che, malgrado avesse molto denaro, per il nipote non spendeva quasi nulla. José, che non aveva mai conosciuto il significato dell’amore, pensava che la vita fosse proprio così, e non se ne addolorava.

Poiché vivevano in un quartiere di gente ricca, la zia obbligò il direttore della scuola ad accettare suo nipote, pagando solo un decimo della retta mensile e minacciando di protestare con il sindaco se non lo avesse fatto. Il direttore non ebbe scelta, ma ogni volta che poteva istruiva gli insegnanti affinché umiliassero José, sperando che il bambino si comportasse male e loro avessero un pretesto per espellerlo.

José, tuttavia, che non aveva mai conosciuto l’amore, pensava che la vita fosse proprio così, e non se ne addolorava. Arrivò la notte di Natale. Tutti gli alunni furono obbligati ad assistere alla messa in una chiesa distante dall’abitato, giacché il parroco locale si trovava in ferie. Strada facendo, i bambini e le bambine parlavano di quello che avrebbero trovato nelle calze l’indomani mattina: vestiti alla moda, giocattoli costosi, dolciumi, skateboard e biciclette. Erano tutti ben vestiti, come sempre accade nei giorni speciali, tranne José – che indossava sempre i suoi abiti malandati e i sandali consumati e piccoli per i suoi piedi (la zia glieli aveva comprati quando lui aveva quattro anni, dicendo che ne avrebbe ricevuto un altro paio solo quando avesse compiuto i dieci anni). Alcuni bambini gli domandarono perché fosse tanto miserabile e gli dissero che si vergognavano di avere un amico con degli abiti e delle scarpe così. Poiché José non conosceva l’amore, non si addolorava per quelle domande.


Quando entrò in chiesa, tuttavia, udì l’organo suonare, vide le luci tutte accese e la gente vestita con quanto aveva di meglio, le famiglie riunite, i genitori che abbracciavano i figli, e José si sentì la più miserabile delle creature. Dopo la comunione, invece di tornare a casa con il gruppo, si sedette sulla soglia della cappella e cominciò a piangere: anche se non conosceva l’amore, ora capiva che cosa significava ritrovarsi da solo e derelitto, abbandonato da tutti.


In quel momento, si accorse che accanto a sé c’era un bambino, scalzo, che sembrava altrettanto miserabile. Poiché non lo aveva visto prima, ne dedusse che doveva aver camminato molto per arrivare fin lì. Pensò: “Devono fargli molto male i piedi, a questo ragazzino. Gli darò uno dei miei sandali, così per lo meno allevierò metà della sua sofferenza.” Perché, malgrado non conoscesse l’amore, José conosceva la sofferenza e non desiderava che altri provassero la stessa cosa.

Lasciò al bambino uno dei sandali e tornò indietro con l’altro: se lo cambiava continuamente di piede, in modo da non ferirsi troppo con le pietre della strada. Appena arrivò a casa, la zia vide che il nipote aveva perduto uno dei sandali e lo minacciò: se non fosse riuscito a recuperarlo entro il mattino seguente, sarebbe stato castigato severamente. José andò a letto impaurito, poiché conosceva i castighi che la zia gli dava di tanto in tanto. Tremò tutta la notte, a stento riuscì a conciliare il sonno, e quando stava quasi per riuscire a addormentarsi, udì molte voci nel salotto. La zia irruppe nella sua camera, domandandogli che cosa era accaduto.

Ancora intontito, José andò nella sala e vide che il sandalo che aveva lasciato al bambino era lì in mezzo alla stanza, sommerso da giocattoli di ogni tipo, biciclette, skateboard, abiti. I vicini gridavano, dicendo che i loro figli erano stati derubati, che non avevano trovato niente nelle loro calze quando si erano svegliati. Fu in quel momento che il prete della chiesa in cui avevano assistito alla messa comparve ansimante: sulla soglia della cappella era apparsa la statua di un Gesù Bambino vestito d’oro, ma con ai piedi un solo sandalo. Immediatamente, si fece silenzio: la comunità rese lodi a Dio e ai suoi miracoli, la zia scoppiò a piangere e chiese perdono. E il cuore di José fu pervaso dall’energia e dal significato dell’Amore"

giovedì 5 luglio 2012

Schema di preghiera per venerdì 13 luglio


Il secondo venerdì del mese, a Rio, si tiene una veglia di preghiera in preparazione alla GMG. Vogliamo fornirvi lo schema di preghiera ("prelevato" dal sito ufficiale della GMG) per poter seguire l'evento da casa:


Schema di preghiera per il secondo venerdì di luglio   versione testuale
Venerdì 13 luglio 2012
Secondo venerdì del mese
Preghiera di Adorazione per la Gmg di Rio de Janeiro
 
La Chiesa e la sua missione di evangelizzazione
 
 
Canto di esposizione: Il Signore è il mio pastore oppure un altro canto adatto
 
Invocazione
 
  
Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome in eterno e per sempre.
Grande è il Signore e degno di ogni lode;
senza fine è la sua grandezza.
 
Una generazione narra all'altra le tue opere,
annuncia le tue imprese.
Il glorioso splendore della tua maestà
e le tue meraviglie voglio meditare.
 
Parlino della tua terribile potenza:
anch'io voglio raccontare la tua grandezza.
Diffondano il ricordo della tua bontà immensa,
acclamino la tua giustizia.
 
Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all'ira e grande nell'amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.
 
 (Adorazione silenziosa prolungata)
 
Vangelo Mt 10,16–23 
In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
 «Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.
 Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai loro tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell'ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato.
 Quando sarete perseguitati in una città, fuggite in un'altra; in verità io vi dico: non avrete finito di percorrere le città di Israele, prima che venga il Figlio dell'uomo».
 
Canto di adorazione: Voglio stare accanto a te oppure un altro canto adatto
 
(Adorazione silenziosa prolungata)
 
Intenzioni di preghiera
(ad ogni intenzione di preghiera si può alternare il canto di un canone)
 
Preghiera
Ti ho trovato in tanti posti, Signore.
Ho sentito il battito del tuo cuore nella quiete perfetta dei campi,
nel tabernacolo di una cattedrale vuota.
Nell’unità di cuore e di mente di un’assemblea di persone che ti amano.
Ti ho trovato nella gioia,
dove ti cerco e spesso ti trovo.
Ma sempre ti trovo nella sofferenza.
La sofferenza è come il rintocco della campana
che chiama la sposa di Dio alla preghiera.
Signore, ti ho trovato nella terribile grandezza della sofferenza degli altri.
Ti ho visto nella sublime accettazione e nell’inspiegabile gioia
di coloro la cui vita è tormentata dal dolore.
Signore io credo, ma iuta la mia fede.
(Beata Teresa di Calcutta)

 
 
Padre nostro
 
Canto: Tantum Ergo oppure un altro canto adatto
 
 
Benedizione Eucaristica
 
Acclamazioni:
Dio sia benedetto.
Benedetto il Suo Santo Nome.
Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo.
Benedetto il Nome di Gesù
Benedetto il suo Sacratissimo Cuore.
Benedetto il suo Preziosissimo Sangue.
Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell’altare.
Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.
Benedetta la gran Madre di Dio, Maria Santissima.
Benedetta la sua Santa ed Immacolata Concezione
Benedetta la sua gloriosa Assunzione.
Benedetto il nome di Maria, Vergine e Madre.
Benedetto San Giuseppe suo castissimo sposo.
Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.
 
 
 
 
 
Brani per la meditazione personale
 
Dall’Esortazione Apostolica “EVANGELII NUNTIANDI” di Paolo VI
PER UNA COMUNITÀ EVANGELIZZATA ED EVANGELIZZATRICE
13. Coloro che accolgono con sincerità la Buona Novella, proprio in virtù di questo accoglimento e della fede partecipata, si riuniscono nel nome di Gesù per cercare insieme il Regno, costruirlo, viverlo. L'ordine dato agli Apostoli - «Andate, proclamate la Buona Novella» - vale anche, sebbene in modo differente, per tutti i cristiani. È proprio per ciò che Pietro chiama questi ultimi «Popolo che Dio si è acquistato perché proclami le sue opere meravigliose, quelle medesime meraviglie che ciascuno ha potuto ascoltare nella propria lingua. Del resto, la Buona Novella del Regno, che viene e che è iniziato, è per tutti gli uomini di tutti i tempi. Quelli che l'hanno ricevuta e quelli che essa raccoglie nella comunità della salvezza, possono e devono comunicarla e diffonderla.
EVANGELIZZAZIONE, VOCAZIONE PROPRIA DELLA CHIESA
14. La Chiesa lo sa. Essa ha una viva consapevolezza che la parola del Salvatore - «Devo annunziare la buona novella del Regno di Dio» - si applica in tutta verità a lei stessa. E volentieri aggiunge con S. Paolo: «Per me evangelizzare non è un titolo di gloria, ma un dovere. Guai a me se non predicassi il Vangelo!». È con gioia e conforto che Noi abbiamo inteso, al termine della grande Assemblea dell'ottobre 1974, queste parole luminose: «Vogliamo nuovamente confermare che il mandato d'evangelizzare tutti gli uomini costituisce la missione essenziale della Chiesa» , compito e missione che i vasti e profondi mutamenti della società attuale non rendono meno urgenti. Evangelizzare, infatti, è la grazia e la vocazione propria della Chiesa, la sua identità più profonda. Essa esiste per evangelizzare, vale a dire per predicare ed insegnare, essere il canale del dono della grazia, riconciliare i peccatori con Dio, perpetuare il sacrificio del Cristo nella S. Messa che è il memoriale della sua morte e della sua gloriosa risurrezione.
 
 
Dalla Lettera Enciclica “Redemptoris Missio” di Giovanni Paolo II
«Noi non possiamo tacere» (At 4,20)
11. Che dire allora delle obiezioni, già ricordate, in merito alla missione ad gentes? Nel rispetto di tutte le credenze e di tutte le sensibilità, dobbiamo anzitutto affermare con semplicità la nostra fede in Cristo, unico salvatore dell'uomo, fede che abbiamo ricevuto come dono dall'alto senza nostro merito. Noi diciamo con Paolo: «Io non mi vergogno del Vangelo, poiché è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede». (Rm 1,16) I martiri cristiani di tutti i tempi anche del nostro hanno dato e continuano a dare la vita per testimoniare agli uomini questa fede, convinti che ogni uomo ha bisogno di Gesù Cristo, il quale ha sconfitto il peccato e la morte e ha riconciliato gli uomini con Dio. Cristo si è proclamato Figlio di Dio, intimamente unito al Padre e, come tale, è stato riconosciuto dai discepoli, confermando le sue parole con i miracoli e la risurrezione da morte. La chiesa offre agli uomini il Vangelo, documento profetico, rispondente alle esigenze e aspirazioni del cuore umano: esso è sempre «buona novella». La chiesa non può fare a meno di proclamare che Gesù è venuto a rivelare il volto di Dio e a meritare con la croce e la risurrezione, la salvezza per tutti gli uomini. All'interrogativo: perché la missione? noi rispondiamo con la fede e con l'esperienza della chiesa che aprirsi all'amore di Cristo è la vera liberazione. In lui, soltanto in lui siamo liberati da ogni alienazione e smarrimento, dalla schiavitù al potere del peccato e della morte. Cristo è veramente «la nostra pace», (Ef 2,14) e «l'amore di Cristo ci spinge», (2 Cor5,14) dando senso e gioia alla nostra vita. La missione è un problema di fede, è l'indice esatto della nostra fede in Cristo e nel suo amore per noi. La tentazione oggi è di ridurre il cristianesimo a una sapienza meramente umana, quasi scienza del buon vivere. In un mondo fortemente secolarizzato è avvenuta una «graduale secolarizzazione della salvezza», per cui ci si batte, sì, per l'uomo, ma per un uomo dimezzato, ridotto alla sola dimensione orizzontale. Noi invece, sappiamo che Gesù è venuto a portare la salvezza integrale, che investe tutto l'uomo e tutti gli uomini, aprendoli ai mirabili orizzonti della filiazione divina. Perché la missione? Perché a noi, come a san Paolo, «è stata concessa la grazia di annunziare ai pagani le imperscrutabili ricchezze di Cristo». (Ef 3,8) La novità di vita in lui è la «buona novella» per l'uomo di tutti i tempi: a essa tutti gli uomini sono chiamati e destinati.
Tutti di fatto la cercano, anche se a volte in modo confuso, e hanno il diritto di conoscere il valore di tale dono e di accedervi. La chiesa e, in essa, ogni cristiano non può nascondere né conservare per sé questa novità e ricchezza, ricevuta dalla bontà divina per esser comunicata a tutti gli uomini. Ecco perché la missione, oltre che dal mandato formale del Signore, deriva dall'esigenza profonda della vita di Dio in noi. Coloro che sono incorporati nella chiesa cattolica devono sentirsi dei privilegiati, e per ciò stesso maggiormente impegnati a testimoniare la fede e la vita cristiana come servizio ai fratelli e doverosa risposta a Dio, memori che «la loro eccellente condizione non è da ascrivere ai loro meriti, ma a una speciale grazia di Cristo; per cui, se non vi corrispondono col pensiero, con le parole e con le opere, lungi dal salvarsi, saranno più severamente giudicati».

sabato 30 giugno 2012

Andate a fate discepoli tutti i popoli (schede di formazione per la GMG)

Segnaliamo ai nostri amici che, a partire dal mese di luglio, saranno disponibili sul sito ufficiale della GMG (www.gmgrio2013.it) delle schede di formazione che vorranno accompagnarci mensilmente in preparazione dell'evento di Rio di luglio 2013. Appena saranno disponibili sul sito sarà nostra premura rigirarvi il link per poterle visualizzare anche dalla nostra pagina. Questa la presentazione ufficiale dell'iniziativa mentre a questa pagina potrete scaricare la mappa del percorso:


Carissime e carissimi,
 
i preparativi per la XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù che si celebrerà a Rio de Janeiro sono ormai avviati.
Qualcuno, speriamo molti, avrà la possibilità di accompagnare il Santo Padre Benedetto XVI in Brasile, altri vivranno la GMG qui in Italia; tutti, sia chi parte, sia chi resta, siamo invitati a prepararci nel miglior modo possibile per non perdere l’occasione di grazia della GMG.
L’esperienza ci dice che il cammino di preparazione è fondamentale per vivere nel miglior modo possibile l’esperienza di ogni evento ed in particolare della GMG.
Per questo motivo abbiamo pensato di raccogliere in una scheda mensile, del materiale che possa aiutare a confezionare un incontro di preparazione con cadenza mensile; la scheda si rivolge ai gruppi diocesani, parrocchiali, associativi, a tutte le realtà giovanili interessate; non si tratta di uno schema già pronto ma di una serie di “ingredienti formativi” che ognuno potrà adattare alla propria situazione.
Il materiale è composto da testi, immagini, links e di filmati, uno per ogni mese.
Il percorso mensile che durerà da luglio 2012 a luglio 2013 è stato concepito tenendo conto sia del tema della GMG “Andate e fate discepoli tutti i popoli”, sia dello svolgimento dell’Anno della fede e delle indicazioni presenti nel Motu Proprio “Porta Fidei”.
Il messaggio del Papa per la XXVIII GMG, non appena sarà pubblicato, rappresenterà ovviamente uno strumento fondamentale per tutto il cammino di preparazione.
Nello stile dell’“andare” si potrebbe pensare di realizzare alcuni degli appuntamenti mensili in luoghi diversi da quelli consueti: andare nelle parrocchie più lontane, ai confini della diocesi, sfruttare le case religiose, le scuole, i saloni dei municipi, utilizzare spazi “laici”, secondo le opportunità.
Sul sito www.gmgrio2013.it sarà possibile trovare anche uno schema per la preghiera comunitaria del 2° venerdi del mese che accompagna, in tutto il mondo, la preparazione alla GMG.
Da domenica 2 dicembre 2012 sarà attiva una Applicazione utile per un cammino quotidiano personale.
Insieme al Centro Nazionale Vocazioni e con la collaborazione di MissioGiovani è stato preparato un sussidio cartaceo per un percorso vocazionale legato alla GMG; copie del sussidio possono essere ordinate scrivendo a giovani@chiesacattolica.it.
Ci permettiamo di consigliare di progettare già da ora i tempi e i modi per il racconto del “dopo GMG”.
A tutti rivolgiamo un caro augurio di buon cammino, sotto lo sguardo del Cristo Corcovado, della Beata Vergine Maria di Aparecida, dei santi protettori della GMG e dei giovani, dei patroni delle nostre diocesi, parrocchie. Aggregazioni laicali e istituti di vita consacrata.
 
Il Servizio Nazionale per la Pastorale Giovanile