domenica 10 giugno 2012

La parola del Papa: l'angelus del 10 giugno


ANGELUS
Piazza San Pietro
Domenica, 10 giugno 2012


Cari fratelli e sorelle!
Oggi, in Italia e in molti altri Paesi, si celebra il Corpus Domini, cioè la festa solenne del Corpo e Sangue del Signore, l’Eucaristia. E’ tradizione sempre viva, in questo giorno, tenere solenni processioni con il Santissimo Sacramento, per le strade e nelle piazze. A Roma questa processione si è già svolta a livello diocesano giovedì scorso, giorno preciso di questa ricorrenza, che ogni anno rinnova nei cristiani la gioia e la gratitudine per la presenza eucaristica di Gesù in mezzo a noi.
La festa del Corpus Domini è un grande atto di culto pubblico dell’Eucaristia, Sacramento nel quale il Signore rimane presente anche al di là del tempo della celebrazione, per stare sempre con noi, lungo il trascorrere delle ore e delle giornate. Già san Giustino, che ci ha lasciato una delle testimonianze più antiche sulla liturgia eucaristica, afferma che, dopo la distribuzione della comunione ai presenti, il pane consacrato veniva portato dai diaconi anche agli assenti (cfrApologia, 1, 65). Perciò nelle chiese il luogo più sacro è proprio quello in cui si custodisce l’Eucaristia. Non posso a questo proposito non pensare con commozione alle numerose chiese che sono state gravemente danneggiate dal recente terremoto in Emilia Romagna, al fatto che anche il Corpo eucaristico di Cristo, nel tabernacolo, è rimasto in alcuni casi sotto le macerie. Con affetto prego per le comunità, che con i loro sacerdoti devono riunirsi per la Santa Messa all’aperto o in grandi tende; le ringrazio per la loro testimonianza e per quanto stanno facendo a favore dell’intera popolazione. E’ una situazione che fa risaltare ancora di più l’importanza di essere uniti nel nome del Signore, e la forza che viene dal Pane eucaristico, chiamato anche «pane dei pellegrini». Dalla condivisione di questo Pane nasce e si rinnova la capacità di condividere anche la vita e i beni, di portare i pesi gli uni degli altri, di essere ospitali e accoglienti.
La solennità del Corpo e Sangue del Signore ci ripropone anche il valore dell’adorazione eucaristica. Il Servo di Dio Paolo VI ricordava che la Chiesa cattolica professa il culto dell’Eucaristia «non solo durante la Messa, ma anche fuori della sua celebrazione, conservando con la massima diligenza le ostie consacrate, presentandole alla solenne venerazione dei fedeli cristiani, portandole in processione con gaudio della folla cristiana» (Enc. Mysterium fidei, 57). La preghiera di adorazione si può compiere sia personalmente, sostando in raccoglimento davanti al tabernacolo, sia in forma comunitaria, anche con salmi e canti, ma sempre privilegiando il silenzio, in cui ascoltare interiormente il Signore vivo e presente nel Sacramento. La Vergine Maria è maestra anche di questa preghiera, perché nessuno più e meglio di lei ha saputo contemplare Gesù con sguardo di fede e accogliere nel cuore le intime risonanze della sua presenza umana e divina. Per sua intercessione si diffonda e cresca in ogni comunità ecclesiale un’autentica e profonda fede nel Mistero eucaristico.
* * *
Dopo l’Angelus
Cari fratelli e sorelle,
Vorrei anzitutto ricordare che giovedì prossimo, 14 giugno, ricorre la Giornata mondiale del donatore di sangue, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Esprimo il mio vivo apprezzamento a quanti praticano questa forma di solidarietà, indispensabile per la vita di tanti malati.
En ce dimanche, chers pèlerins francophones et membres de l’Aumônerie mauricienne de Paris, de nombreux pays célèbrent la solennité du Saint-Sacrement du Corps et du Sang du Christ. Je vous invite à rencontrer régulièrement et à adorer le Christ-Eucharistie. Pour cela, notre monde à besoin de prêtres, ministres de l’Eucharistie. Prions pour que dans les familles, et ailleurs, puissent s’épanouir, à l’appel du Seigneur, des vocations sacerdotales. Que la Vierge Marie, Mère des prêtres, soutienne tous les ministres ordonnés et plus particulièrement ceux qui sont ordonnés au cours de cette année! Bon dimanche à tous!
I greet all the English-speaking pilgrims present for this Angelus prayer.  Today’s Solemnity of the Body and Blood of Christ celebrates the Lord’s saving presence in the Most Holy Eucharist.  At the Last Supper, on the night before his death on the Cross, Jesus instituted the Eucharist as the sacrament of the new and eternal covenant between God and man. May this sacrifice of forgiveness and reconciliation strengthen the Church in faith, unity and holiness. Upon all of you I invoke the Lord’s blessings of joy and peace!
Von Herzen grüße ich alle Pilger und Besucher deutscher Sprache. Am Fronleichnamsfest, das in Italien am heutigen Sonntag gefeiert wird, bezeugen wir den Menschen in unseren Städten und Dörfern, daß Gott unter uns, in unserer Lebenswelt, sein will und sich uns zur Nahrung gibt. Er will mit seiner Liebe jedem von uns persönlich nahe sein. Christus will den Menschen in seinem Innersten berühren, und in seinem eigenen Herzen hat der Herr Platz für alle. Er lädt uns ein, unser Herz ihm aufzutun und das Feuer seiner Liebe hineinzulassen, damit wir in unseren Mitmenschen ihn erkennen und ihm dienen. So wollen wir uns auf das Fest des Heiligsten Herzens Jesu vorbereiten, das wir am kommenden Freitag feiern. Der Heilige Geist schenke euch sein Licht auf allen euren Wegen.
Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española que se unen a esta plegaria mariana. En diversos lugares, se traslada a este domingo la celebración de la Solemnidad del Corpus Christi, en la cual se realza la presencia real de Cristo entre nosotros en todo momento. Él está dispuesto de continuo a escucharnos personalmente, y este coloquio frecuente y confidencial hará de nosotros hombres esperanzados, sabedores de que, en la propia vida y en el mundo, hay alguien que nos ama infinitamente y con quien siempre podemos contar. Que la Virgen María nos enseñe a vivir con el corazón y la mirada constantemente fija en su divino Hijo. Feliz domingo.
Radosno pozdravljam sve hrvatske hodočasnike, a osobito sudionike ignacijanskih duhovnih vježbi iz Hrvatske i Bosne i Hercegovine. Dragi prijatelji, došli ste na grobove apostola potvrditi svoju odanost Crkvi. U ovom vas mjesecu potičem da molite za vaše svećenike kako bi slijedili primjer našega Gospodina. Hvaljen Isus i Marija!
[Con gioia saluto tutti i pellegrini Croati, particolarmente i partecipanti agli Esercizi spirituali ignaziani dalla Croazia e dalla Bosnia ed Erzegovina. Cari amici, siete venuti sulle tombe degli Apostoli per confermare la vostra devozione alla Chiesa. Vi esorto a pregare in questo mese per i vostri sacerdoti, affinché seguano l’esempio di nostro Signore. Siano lodati Gesù e Maria!]
Zo srdca pozdravujem pútnikov zo Slovenska, osobitne z Farnosti Huncovce. Bratia a sestry, Ježiš Kristus je cesta k Otcovi a v Eucharistii sa ponúka každému z nás ako prameň božského života. Čerpajme vytrvalo z tohoto prameňa. S týmto želaním žehnám vás i vašich drahých. Pochválený buď Ježiš Kristus!
[Di cuore saluto i pellegrini provenienti dalla Slovacchia, specialmente  quelli della Parrocchia di Huncovce. Fratelli e sorelle, Gesù Cristo è via che conduce al Padre e nell’Eucaristia si offre ad ognuno di noi come sorgente di vita divina. Attingiamone con perseveranza. Con questi voti benedico voi ed i vostri cari. Sia lodato Gesù Cristo!]
Сердечнo вітаю присутнiх тут українців греко-католиків із Барселони і Тарагони. Єднаюся із Вами у молитві за Ваші родини, український народ i Вашу Батьківщину. Уділяю моє Апостольське благословення! Слава Ісусу Христу!
[Saluto con affetto i pellegrini greco-cattolici ucraini provenienti da Barcellona e Tarragona. Mi unisco a voi nella preghiera per le vostre famiglie, per il popolo ucraino e la vostra Patria. Vi imparto di cuore la mia Benedizione Apostolica. Sia lodato Gesù Cristo!]
Witam serdecznie obecnych tu Polaków. Pozdrawiam szczególnie mieszkańców Krakowa, Łodzi, Bydgoszczy i Gdańska, którzy z moim Sekretarzem Stanu wspominają w tych dniach pielgrzymkę do Polski – sprzed ćwierć wieku – błogosławionego Jana Pawła II. Jej owocem jest Święto Eucharystii, które dzisiaj obchodzicie w Łodzi, gdzie zostanie poświęcone Centrum Studiów imienia Błogosławionego. Pozdrawiam uczestników jutrzejszego spotkania w Bydgoszczy, którzy będą zgłębiać treść encykliki Caritas in Veritate i dziękuję za dedykowane mi Centrum Studiów. Niech te spotkania umocnią waszą więź z Chrystusem, który do końca nas umiłował (por. J 13, 1). Z serca wszystkim błogosławię.
[Do il mio benvenuto a tutti i polacchi qui presenti. Saluto inoltre gli abitanti di Cracovia, Łódz, Bydgoszcz e Gdańsk, che con il mio Segretario di Stato commemorano in questi giorni il pellegrinaggio apostolico compiuto da Giovanni Paolo II 25 anni fa. Frutto di esso è la Festa dell’Eucaristia che celebrate oggi a Łódz, dove verrà inaugurato il Centro Studi intitolato al Beato Giovanni Paolo II. Domani a Bydgoszcz sarà approfondito il contenuto dell’Enciclica Caritas in Veritate: esprimo la mia gratitudine per il Centro di Studi là a me dedicato. Questi incontri rafforzino il vostro legame con Cristo, che ci amò sino alla fine (cfr Gv 13,1). Vi benedico di cuore.]
Infine rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini di lingua italiana, in particolare alla delegazione della Diocesi di Concordia-Pordenone, in occasione della presentazione del volume dell’epistolario del Cardinale Celso Costantini. Saluto le Suore di Santa Dorotea di Santa Paola Frassinetti, con un augurio per il loro impegno formativo; i fedeli della parrocchia di Santo Strato a Posillipo (Napoli), di Santa Lucia alla Sala in Firenze e di Sant’Anna in Roma, di Marina di Strongoli, Battipaglia e Cava de’ Tirreni, come pure l’Associazione Motociclisti Forze di Polizia. A tutti auguro una buona domenica, una buona settimana. Grazie! Buona domenica!



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venerdì 8 giugno 2012

Conosciamo Rio de Janeiro: le religioni


Queste le religioni professate nella città di Rio:

Religione %Numero
Cattolica60,71%3.556.096
Protestante17,65%1.034.009
Senza religione13.33%781.080
Spirita3,44%201.714
Umbanda0,72%71.946
Ebraica0,4%23.862
Altre3,75%219.656

Messaggio del S.Padre per l'apertura degli europei di calcio

Come voi saprete oggi, con la partita tra Polonia e Grecia, si sono aperto gli europei 2012. Anche il Santo Padre Benedetto XVI ha voluto mandare un messaggio per questa occasione:


MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
PER L’APERTURA DEI CAMPIONATI EUROPEI DI CALCIO 2012

A Sua Eccellenza
Mons. Józef Michalik
Presidente della Conferenza Episcopale Polacca
Varsavia
Fra poco inizieranno i Campionati Europei di calcio, che si svolgeranno in Polonia e in Ucraina. Quest’evento sportivo coinvolge non solo gli organizzatori, gli atleti e i tifosi, ma – in diversi modi e nei diversi campi della vita – tutta la società. Anche la Chiesa non rimane indifferente a tale evento, in particolare alle necessità spirituali di coloro che ne prendono parte. Con riconoscenza accolgo le informazioni che giungono di programmati incontri catechetici, liturgici e di preghiera.
Il mio amato Predecessore, il Beato Giovanni Paolo II, ha detto: «Le potenzialità del fenomeno sportivo lo rendono strumento significativo per lo sviluppo globale della persona e fattore quanto mai utile per la costruzione di una società più a misura d'uomo. Il senso di fratellanza, la magnanimità, l'onestà e il rispetto del corpo - virtù indubbiamente indispensabili ad ogni buon atleta - contribuiscono all'edificazione di una società civile dove all'antagonismo si sostituisca l'agonismo, dove allo scontro si preferisca l'incontro ed alla contrapposizione astiosa il confronto leale. Così inteso, lo sport non è un fine, ma un mezzo; può divenire veicolo di civiltà e di genuino svago, stimolando la persona a porre in campo il meglio di sé e a rifuggire da ciò che può essere di pericolo o di grave danno a se stessi o agli altri» (Discorso ai partecipanti al Convegno Internazionale «Nel tempo del Giubileo: il volto e l’anima dello sport», 28 ottobre 2000).
Lo sport di squadra, poi, qual è il calcio, è una scuola importante per educare al senso del rispetto dell’altro, anche dell’avversario sportivo, allo spirito di sacrificio personale in vista del bene dell’intero gruppo, alla valorizzazione delle doti di ogni elemento che forma la squadra; in una parola, a superare la logica dell’individualismo e dell’egoismo, che spesso caratterizza i rapporti umani, per lasciare spazio alla logica della fraternità e dell’amore, la sola che può permettere – a tutti i livelli – di promuovere l’autentico bene comune.
Con questi brevi pensieri incoraggio tutti coloro che sono impegnati nell’evento a operare con sollecitudine, affinché esso sia vissuto come l’espressione delle più nobili virtù e azioni umane, nello spirito di pace e di sincera gioia. Nella preghiera affido a Dio i Pastori, i volontari, i calciatori, i tifosi e tutti coloro che si impegnano nella preparazione e nello svolgimento dei Campionati. A tutti imparto la mia Benedizione.
Dal Vaticano, 6 giugno 2012

BENEDETTO PP. XVI

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mercoledì 6 giugno 2012

L'udienza generale del 6 giugno

Una delle vostre richieste riguarda la pubblicazione, ogni mercoledì, delle parole pronunciate dal Papa durante l'udienza generale. Ho quindi voluto accogliere la vostra richiesta iniziando da oggi:

UDIENZA GENERALE
Piazza San Pietro
Mercoledì, 6 Giugno 2012

Cari fratelli e sorelle,
«La famiglia, il lavoro e la festa»: è stato questo il tema del Settimo Incontro Mondiale delle Famiglie, che si è svolto nei giorni scorsi a Milano. Porto ancora negli occhi e nel cuore le immagini e le emozioni di questo indimenticabile e meraviglioso evento, che ha trasformato Milano in una città delle famiglie: nuclei familiari provenienti da tutto il mondo, uniti dalla gioia di credere in Gesù Cristo. Sono profondamente grato a Dio che mi ha concesso di vivere questo appuntamento «con» le famiglie e «per» la famiglia. In quanti mi hanno ascoltato in questi giorni ho trovato una sincera disponibilità ad accogliere e testimoniare il «Vangelo della famiglia». Sì, perché non c’è futuro dell’umanità senza la famiglia; in particolare i giovani, per apprendere i valori che danno senso all’esistenza, hanno bisogno di nascere e di crescere in quella comunità di vita e di amore che Dio stesso ha voluto per l’uomo e per la donna.
L’incontro con le numerose famiglie provenienti dai diversi Continenti mi ha offerto la felice occasione di visitare per la prima volta come Successore di Pietro l’Arcidiocesi di Milano. Mi hanno accolto con grande calore - di cui sono profondamente grato - il Cardinale Angelo Scola, i presbiteri e i fedeli tutti, come pure il Sindaco e le altre Autorità. Ho così potuto sperimentare da vicino la fede della popolazione ambrosiana, ricca di storia, di cultura, di umanità e di operosa carità. Nella piazza del Duomo, simbolo e cuore della Città, c’è stato il primo appuntamento di questa intensa visita pastorale di tre giorni. Non posso dimenticare l’abbraccio caloroso della folla dei milanesi e dei partecipanti al VII Incontro Mondiale delle Famiglie, che mi ha accompagnato poi lungo tutto il percorso della mia Visita, con le strade gremite di gente. Una distesa di famiglie in festa, che con sentimenti di profonda partecipazione si è unita in particolare al pensiero affettuoso e solidale che ho voluto da subito rivolgere a quanti hanno bisogno di aiuto e di conforto, e sono afflitti da varie preoccupazioni, specialmente alle famiglie più colpite dalla crisi economica e alle care popolazioni terremotate. In questo primo incontro con la Città ho voluto anzitutto parlare al cuore dei fedeli ambrosiani, esortandoli a vivere la fede nella loro esperienza personale e comunitaria, privata e pubblica, così da favorire un autentico «ben-essere», a partire dalla famiglia, che va riscoperta quale patrimonio principale dell’umanità. Dall’alto del Duomo, la statua della Madonna con le braccia spalancate sembrava accogliere con tenerezza materna tutte le famiglie di Milano e del mondo intero!
Milano mi ha riservato poi un singolare e nobile saluto in uno dei luoghi più suggestivi e significativi della Città, il Teatro alla Scala dove sono state scritte pagine importanti della storia del Paese, sotto l’impulso di grandi valori spirituali e ideali. In questo tempio della musica, le note della Nona Sinfonia di Ludwing van Beethoven hanno dato voce a quell’istanza di universalità e di fraternità, che la Chiesa ripropone instancabilmente, annunciando il Vangelo. E proprio al contrasto tra questo ideale e i drammi della storia, e all’esigenza di un Dio vicino, che condivida le nostre sofferenze, ho fatto riferimento alla fine del concerto, dedicandolo ai tanti fratelli e sorelle provati dal terremoto. Ho sottolineato che in Gesù di Nazaret Dio si fa vicino e porta con noi la nostra sofferenza. Al termine di quell’intenso momento artistico e spirituale, ho voluto fare riferimento alla famiglia del terzo millennio, ricordando che è in famiglia che si sperimenta per la prima volta come la persona umana non sia creata per vivere chiusa in se stessa, ma in relazione con gli altri; ed è in famiglia che si inizia ad accendere nel cuore la luce della pace perché illumini questo nostro mondo.
All’indomani, nel Duomo gremito di sacerdoti, religiosi e religiose, e seminaristi, alla presenza di molti Cardinali e di Vescovi che hanno raggiunto Milano da vari Paesi del mondo, ho celebrato l’Ora Terza secondo la liturgia ambrosiana. Là ho voluto ribadire il valore del celibato e della verginità consacrata, tanto cara al grande sant’Ambrogio. Celibato e verginità nella Chiesa sono un segno luminoso dell’amore per Dio e per i fratelli, che parte da un rapporto sempre più intimo con Cristo nella preghiera e si esprime nel dono totale di se stessi.
Un momento carico di grande entusiasmo è stato poi l’appuntamento allo stadio «Meazza», dove ho sperimentato l’abbraccio di una moltitudine gioiosa di ragazzi e ragazze che quest’anno hanno ricevuto o stanno per ricevere il Sacramento della Cresima. L’accurata preparazione della manifestazione, con significativi testi e preghiere, come pure coreografie, ha reso ancora più stimolante l’incontro. Ai ragazzi ambrosiani ho rivolto l’appello a dire un «sì» libero e consapevole al Vangelo di Gesù, accogliendo i doni dello Spirito Santo che permettono di formarsi come cristiani, di vivere il Vangelo e di essere membri attivi della comunità. Li ho incoraggiati ad essere impegnati, in particolare nello studio e nel servizio generoso al prossimo.
L’incontro con le rappresentanze delle autorità istituzionali, degli imprenditori e dei lavoratori, del mondo della cultura e dell’educazione della società milanese e lombarda, mi ha permesso di evidenziare l’importanza che la legislazione e l’opera delle istituzioni statali siano a servizio e a tutela della persona nei suoi molteplici aspetti, a cominciare dal diritto alla vita, di cui non può mai essere consentita la deliberata soppressione, e dal riconoscimento dell’identità propria della famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna.
Dopo questo ultimo appuntamento dedicato alla realtà diocesana e cittadina, mi sono recato alla grande area del Parco Nord, in territorio di Bresso, dove ho preso parte alla coinvolgente Festa delle Testimonianze dal titolo «One world, family, love». Qui ho avuto la gioia di incontrare migliaia di persone, un arcobaleno di famiglie italiane e di tutto il mondo, già riunite dal primo pomeriggio in un’atmosfera di festa e di calore autenticamente familiare. Rispondendo alle domande di alcune famiglie, domande scaturite dalla loro vita e dalle loro esperienze, ho voluto dare un segno del dialogo aperto che esiste tra le famiglie e la Chiesa, tra il mondo e la Chiesa. Sono stato molto colpito dalle testimonianze toccanti di coniugi e figli di diversi Continenti, sui temi scottanti dei nostri tempi: la crisi economica, la difficoltà di conciliare i tempi del lavoro con quelli della famiglia, il diffondersi di separazioni e divorzi, come anche interrogativi esistenziali che toccano adulti, giovani e bambini. Qui vorrei ricordare quanto ho ribadito a difesa del tempo della famiglia, minacciato da una sorta di «prepotenza» degli impegni lavorativi: la domenica è il giorno del Signore e dell’uomo, un giorno in cui tutti devono poter essere liberi, liberi per la famiglia e liberi per Dio. Difendendo la domenica, difendiamo la libertà dell’uomo!
La Santa Messa di domenica 3 giugno, conclusiva del VII Incontro Mondiale delle Famiglie, ha visto la partecipazione di una immensa assemblea orante, che ha riempito completamente l’area dell’aeroporto di Bresso, diventata quasi una grande cattedrale a cielo aperto, anche grazie alla riproduzione delle stupende vetrate policrome del Duomo che spiccavano sul palco. Davanti a quella miriade di fedeli, provenienti da diverse Nazioni e profondamente partecipi della liturgia molto ben curata, ho lanciato un appello a edificare comunità ecclesiali che siano sempre più famiglia, capaci di riflettere la bellezza della Santissima Trinità e di evangelizzare non solo con la parola, ma per irradiazione, con la forza dell’amore vissuto, perché l’amore è l’unica forza che può trasformare il mondo. Inoltre, ho sottolineato l’importanza della «triade» famiglia, lavoro e festa. Sono tre doni di Dio, tre dimensioni della nostra esistenza che devono trovare un armonico equilibrio per costruire società dal volto umano.
Sento profonda gratitudine per queste magnifiche giornate milanesi. Grazie al Cardinale Ennio Antonelli e al Pontificio Consiglio per la Famiglia, a tutte le Autorità, per la loro presenza e collaborazione all’evento; grazie anche al Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana per aver partecipato alla Santa Messa di Domenica. E rinnovo un «grazie» cordiale alle varie istituzioni che hanno generosamente cooperato con la Santa Sede e con l’Arcidiocesi di Milano per l’organizzazione dell’Incontro, che ha avuto grande successo pastorale ed ecclesiale, come pure vasta eco in tutto il mondo. Esso, infatti, ha richiamato a Milano oltre un milione di persone, che per diversi giorni hanno pacificamente invaso le strade, testimoniando la bellezza della famiglia, speranza per l’umanità.
L’Incontro mondiale di Milano è risultato così un’eloquente «epifania» della famiglia, che si è mostrata nella varietà delle sue espressioni, ma anche nell’unicità della sua identità sostanziale: quella di una comunione d’amore, fondata sul matrimonio e chiamata ad essere santuario della vita, piccola Chiesa, cellula della società. Da Milano è stato lanciato a tutto il mondo un messaggio di speranza, sostanziato di esperienze vissute: è possibile e gioioso, anche se impegnativo, vivere l’amore fedele, «per sempre», aperto alla vita; è possibile partecipare come famiglie alla missione della Chiesa ed alla costruzione della società. Grazie all’aiuto di Dio e alla speciale protezione di Maria Santissima, Regina della Famiglia, l'esperienza vissuta a Milano sia apportatrice di frutti abbondanti al cammino della Chiesa, e sia auspicio di una accresciuta attenzione alla causa della famiglia, che è la causa stessa dell’uomo e della civiltà. Grazie.

Saluti:
Je salue les pèlerins francophones, particulièrement le groupe de la Province ecclésiastique de Montpellier avec ses pasteurs, les jeunes de Jeunesse-Lumière, et les collégiens de Bussy-Saint-Georges. Que chacune de vos familles soit toujours un lieu de communion, de pardon et de joie ! Bon pèlerinage à tous!
I offer a cordial welcome to the Felician Sisters assembled for their General Chapter and I offer my prayerful good wishes for their deliberations. I thank the choirs for their praise of God in song. Upon all the English-speaking visitors, including those from England, Ireland, Sweden, Zimbabwe, Australia, Japan, Malaysia, Singapore, Sri Lanka, Vietnam and the United States of America, I invoke God’s blessings of joy and peace!
Mit Freude grüße ich die deutschsprachigen Pilger und Besucher. Alle Familien möchte ich dem besonderen Schutz der seligen Jungfrau Maria, der Königin der Familien, anvertrauen. Euch allen wünsche ich einen gesegneten Aufenthalt in der Heiligen Stadt.
Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, en particular a los grupos venidos de España, México, Costa Rica, Venezuela, Perú, Colombia y otros países latinoamericanos. Invito a todos a dar gracias al Señor, que me ha concedido vivir esta inolvidable cita «con» las familias y «para» la familia. Oremos por todos los hogares cristianos, para que en ellos reine siempre el amor y la fidelidad. Muchas gracias.
Saúdo com grande afeto e alegria todos os peregrinos lusófonos, de modo especial a quantos vieram de Angola e do Brasil com o desejo de encontrar o Sucessor de Pedro. Desça a minha bênção sobre vós, vossas famílias e comunidades ao serviço do menor, dos mais pequeninos e necessitados.
Saluto in lingua polacca:
Serdecznie pozdrawiam polskich pielgrzymów. Moi drodzy, razem z wami dziękuję Bogu za niezwykłe święto rodziny, jakie przeżywaliśmy w Mediolanie. Modlę się, aby małżeńska miłość, ojcostwo i macierzyństwo, były dla wszystkich rodzin drogą ku świętości. Niech Bóg wam błogosławi!
Traduzione italiana:
Saluto cordialmente i pellegrini polacchi. Carissimi, insieme a voi ringrazio Dio per la straordinaria festa della famiglia che abbiamo vissuto a Milano. Prego, affinché l’amore coniugale, la paternità e la maternità siano per tutte le famiglie dei percorsi verso la santità. Dio vi benedica!
Saluto in lingua ceca:
Srdečně zdravím poutníky z České republiky, zejména farnosti Havířov – svatá Anna, Němčičky, Horní Bojanovice a Velké Pavlovice.
Vaše pouť k hrobům apoštolů navazuje na slavnost Nejsvětější Trojice. Ať posílí vaši náležitost k církvi - Boží rodině. Všem vám žehnám.
Traduzione italiana:
Saluto cordialmente i pellegrini della Repubblica Ceca, in particolare i fedeli della parrocchia di Sant’Anna di Havířov, di Němčičky, Horní Bojanovice a Velké Pavlovice. Il vostro pellegrinaggio alle Tombe degli Apostoli nel contesto della Solennità della Santissima Trinità che abbiamo appena celebrato rafforzi la vostra appartenenza alla famiglia di Dio che è la Chiesa. A tutti voi la mia benedizione!
* * *
Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana, in particolare a quelli della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno con il Vescovo Mons. Giuseppe Giudice. Accolgo con gioia i sacerdoti novelli della Diocesi di Bergamo, i fedeli del Progetto Caritas “Famiglie Solidali” di Melfi con il Vescovo Mons. Gianfranco Todisco e il gruppo di atleti del Comitato Pellegrinaggio Macerata-Loreto, con i Vescovi Mons. Claudio Giuliodori e Mons. Giancarlo Vecerrica qui convenuti per l’accensione della Fiaccola della Pace. Saluto anche le scolaresche della Congregazione dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, nel bicentenario della nascita del fondatore Mons. Francesco Petagna, e la delegazione della Centrale Ortofrutticola di Bisceglie accompagnata dal Vescovo Mons. Giovanni Ricchiuti.
Un pensiero va ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli. Cari giovani, l’amore fedele di Dio sia il modello del vostro rapporto con i fratelli; cari ammalati, non siete mai soli nella vostra sofferenza, ma tutta la Chiesa prega per voi e con voi; infine, cari sposi novelli, la comunione di amore che Dio vive in Se stesso sia sempre alla base della vostra relazione coniugale e familiare.
Infine, vorrei ricordare che domani, festa del Corpus Domini, come ogni anno celebreremo alle ore 19 la Santa Messa a San Giovanni in Laterano. Al termine, seguirà la solenne processione che, percorrendo Via Merulana, si concluderà a Santa Maria Maggiore. Invito i fedeli di Roma e i pellegrini ad unirsi in questo atto di profonda fede verso l’Eucaristia, che costituisce il più prezioso tesoro della Chiesa e dell'umanità.

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martedì 5 giugno 2012

Il saluto del Papa a Milano

Ci pare giusto, dopo aver pubblicato tutti gli interventi del S.padre, pubblicare quest'ultimo, edito ieri dal sito del Vaticano:


PRANZO CON I CARDINALI, VESCOVI E ALCUNE FAMIGLIE
PAROLE DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
Arcivescovado di Milano
Domenica, 3 giugno 2012

Al termine del pranzo svoltosi in arcivescovado, domenica 3 giugno, i cardinali Scola e Tettamanzi hanno rivolto un breve saluto al Papa. L'arcivescovo emerito ha anche consegnato una preziosa copia dell'evangeliario ambrosiano — realizzato da grandi artisti viventi sotto la direzione di don Umberto Bordoni — che reca in copertina una rappresentazione iconografica della Gerusalemme del cielo. Benedetto XVI ha risposto improvvisando il breve discorso che riportiamo di seguito.
Cari amici, trovo bello che, alla fine, arriviamo di nuovo alla Parola di Dio, che è la chiave della vita, la chiave del pensare, del vivere: così abbiamo cominciato e con questa Parola finiamo; siamo nel pieno della vera vita. E volevo semplicemente dire grazie per tutto quello che ho vissuto in questi giorni: questa esperienza della Chiesa viva. Se qualche volta si può pensare che la barca di Pietro sia realmente in mezzo a venti avversari difficili – è vero -, tuttavia vediamo che il Signore è presente, vivo, che il Risorto realmente è vivo e ha in mano il governo del mondo e il cuore degli uomini. Questa esperienza che la Chiesa è viva, che vive dall'amore di Dio, che vive da Cristo Risorto, è - diciamo - il dono di questi giorni. Così, il primo grazie va al Signore, ma grazie anche al cardinale Scola, al cardinale Tettamanzi, ai loro collaboratori, a tutti - sono tanti quelli che hanno collaborato - e a tutti coloro che con noi hanno fatto festa.

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lunedì 4 giugno 2012

Letture della S.Messa del 10 giugno

Mi è giunta via mail la richiesta di pubblicare prima le letture della S.Messa domenicale.
Per questa ragione, da questa settimana, il post verrà pubblicato il lunedì e non più il sabato.

RITO ROMANO:





Prima Lettura

Dal libro dell'Èsodo (Es 24, 3-8)

In quei giorni, Mosè andò a riferire al popolo tutte le parole del Signore e tutte le norme. Tutto il popolo rispose a una sola voce dicendo: «Tutti i comandamenti che il Signore ha dato, noi li eseguiremo!».

Mosè scrisse tutte le parole del Signore. Si alzò di buon mattino ed eresse un altare ai piedi del monte, con dodici stele per le dodici tribù d'Israele. Incaricò alcuni giovani tra gli Israeliti di offrire olocausti e di sacrificare giovenchi come sacrifici di comunione, per il Signore.

Mosè prese la metà del sangue e la mise in tanti catini e ne versò l'altra metà sull'altare. Quindi prese il libro dell'alleanza e lo lesse alla presenza del popolo. Dissero: «Quanto ha detto il Signore, lo eseguiremo e vi presteremo ascolto».

Mosè prese il sangue e ne asperse il popolo, dicendo: «Ecco il sangue dell'alleanza che il Signore ha concluso con voi sulla base di tutte queste parole!».

Salmo (Salmo 115 (116))

Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore.

Che cosa renderò al Signore,
per tutti i benefici che mi ha fatto?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore.

Agli occhi del Signore è preziosa
la morte dei suoi fedeli.
Io sono tuo servo, figlio della tua schiava:
tu hai spezzato le mie catene.

A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
e invocherò il nome del Signore.
Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo.

Seconda Lettura 

Dalla lettera agli Ebrei (Eb 9,11-15)

Fratelli, Cristo è venuto come sommo sacerdote dei beni futuri, attraverso una tenda più grande e più perfetta, non costruita da mano d'uomo, cioè non appartenente a questa creazione. Egli entrò una volta per sempre nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna.

Infatti, se il sangue dei capri e dei vitelli e la cenere di una giovenca, sparsa su quelli che sono contaminati, li santificano purificandoli nella carne, quanto più il sangue di Cristo - il quale, mosso dallo Spirito eterno, offrì se stesso senza macchia a Dio - purificherà la nostra coscienza dalle opere di morte, perché serviamo al Dio vivente?

Per questo egli è mediatore di un'alleanza nuova, perché, essendo intervenuta la sua morte in riscatto delle trasgressioni commesse sotto la prima alleanza, coloro che sono stati chiamati ricevano l'eredità eterna che era stata promessa.

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore,
se uno mangia di questo pane vivrà in eterno.

Alleluia.

Vangelo
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 14,12-16.22-26)

Il primo giorno degli àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?».

Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d'acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: "Il Maestro dice: Dov'è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?". Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi».

I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.

Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell'alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».

Dopo aver cantato l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.

RITO AMBROSIANO:


LETTURA (Lettura del libro del Siracide 16, 24-30)

Ascoltami, figlio, e impara la scienza, / e nel tuo cuore tieni conto delle mie parole. / Manifesterò con ponderazione la dottrina, / con cura annuncerò la scienza. / Quando il Signore da principio creò le sue opere, / dopo averle fatte ne distinse le parti. / Ordinò per sempre le sue opere / e il loro dominio per le generazioni future. / Non soffrono né fame né stanchezza / e non interrompono il loro lavoro. / Nessuna di loro urta la sua vicina, / mai disubbidiranno alla sua parola. / Dopo ciò il Signore guardò alla terra / e la riempì dei suoi beni. / Ne coprì la superficie con ogni specie di viventi / e questi ad essa faranno ritorno.

SALMO (Sal 148)

® Lodate il Signore dai cieli, lodatelo nell'alto dei cieli.

Lodatelo, voi tutti, suoi angeli,

lodatelo, voi tutte, sue schiere.

Lodatelo, sole e luna,

lodatelo, voi tutte, fulgide stelle. ®

Lodatelo, cieli dei cieli,

voi, acque al di sopra dei cieli.

Lodino il nome del Signore,

perché al suo comando sono stati creati. ®

Lodate il Signore dalla terra,

mostri marini e voi tutti, abissi,

fuoco e grandine, neve e nebbia,

vento di bufera che esegue la sua parola. ®

Monti e voi tutte, colline,

alberi da frutto e voi tutti, cedri,

voi, bestie e animali domestici,

rettili e uccelli alati. ®

EPISTOLA (Lettera di san Paolo apostolo ai Romani 1, 16-21)

Fratelli, io non mi vergogno del Vangelo, perché è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, del Giudeo, prima, come del Greco. In esso infatti si rivela la giustizia di Dio, da fede a fede, come sta scritto: «Il giusto per fede vivrà».

Infatti l'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ogni ingiustizia di uomini che soffocano la verità nell'ingiustizia, poiché ciò che di Dio si può conoscere è loro manifesto; Dio stesso lo ha manifestato a loro. Infatti le sue perfezioni invisibili, ossia la sua eterna potenza e divinità, vengono contemplate e comprese dalla creazione del mondo attraverso le opere da lui compiute. Essi dunque non hanno alcun motivo di scusa perché, pur avendo conosciuto Dio, non lo hanno glorificato né ringraziato come Dio, ma si sono perduti nei loro vani ragionamenti e la loro mente ottusa si è ottenebrata.

VANGELO (Lettura del Vangelo secondo Luca 12, 22-31)

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Io vi dico: non preoccupatevi per la vita, di quello che mangerete; né per il corpo, di quello che indosserete. La vita infatti vale più del cibo e il corpo più del vestito. Guardate i corvi: non séminano e non mietono, non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre. Quanto più degli uccelli valete voi! Chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? Se non potete fare neppure così poco, perché vi preoccupate per il resto? Guardate come crescono i gigli: non faticano e non filano. Eppure io vi dico: neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Se dunque Dio veste così bene l'erba nel campo, che oggi c'è e domani si getta nel forno, quanto più farà per voi, gente di poca fede. E voi, non state a domandarvi che cosa mangerete e berrete, e non state in ansia: di tutte queste cose vanno in cerca i pagani di questo mondo; ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno. Cercate piuttosto il suo regno, e queste cose vi saranno date in aggiunta».