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venerdì 21 giugno 2013

L'Italia chiama Rio

Già in precedenza su queste pagine vi segnalammo le iniziative regionali per quanti volessero seguire la GMg senza poter andare in Brasile.
Per riassumere quanto detto e proporvi altre iniziative ripubblichiamo il seguente articolo, pubblicato sul giornale Avvenire lo scorso 29 maggio:

L’Italia chiama Rio. La Gmg è sotto casa

L’Italia chiama Rio. E la Gmg carioca arriva dietro casa. Per chi non potrà andare in Brasile al grande raduno internazionale dei giovani nessun timore: la Giornata mondiale sarà comunque a portata di mano. Grazie all’impegno e alla collaborazione delle diocesi italiana, la Penisola toccherà con mano il clima della Gmg. Da Nord a Sud, una mappa di appuntamenti per vivere l’evento brasiliano.

Lombardia. In Lombardia le diocesi danno appuntamento ai giovani nel Santuario di Caravaggio (Bg) per la veglia regionale. A cavallo tra il 27 e il 28 luglio si terrà la preghiera guidata dal vescovo di Bergamo, Francesco Beschi. Seguirà l’adorazione con alcune testimonianze. Notte all’aperto in collegamento diretto dal Brasile con il Papa e alle 8 del mattino successivo la Messa presieduta dall’arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola.

Veneto. Proposta «Sottomarina» per i giovani del Nordest. Chioggia ospiterà il 27 e il 28 luglio la manifestazione «Io, Te e Rio» sul litorale di Sottomarina. Capofila del progetto è la diocesi di Chioggia, coadiuvata da Venezia, Vicenza, Concordia-Pordenone e Adria-Rovigo. A queste si sono aggiunte le diocesi di Vittorio Veneto, Udine e gli oratori «Noi» del Veneto. La mattinata del 27 sarà dedicata alla catechesi. Nel pomeriggio l’onda colorata raggiungerà la spiaggia. All’imbrunire le luci si accenderanno sulla diga dove si alterneranno musiche, balli e testimonianze. Una festa che continuerà con il collegamento da Rio per seguire la veglia del Papa. I giovani trascorreranno la notte sulla spiaggia. La Messa sarà il fulcro di domenica 28 luglio.

Liguria. Sarà Arenzano (Ge) il punto di raccolta dei giovani della Liguria che vivranno in contemporanea la Gmg di Rio. «Sfrutteremo un parco messoci a disposizione dal comune – spiega don Alberto Gastaldi, responsabile regionale per la Pastorale giovanile – e un’arena dove sarà allestito un maxi schermo per seguire la veglia del Papa. Abbiamo scelto questa località per la vicinanza al Santuario del Bambino di Praga. Al mattino del 27 luglio è prevista la catechesi.

Umbria. Doppia occasione per i giovani umbri. A Bolsena si celebra il 750 anniversario del miracolo eucaristico e tra il 27 e il 28 luglio si terrà la Gmg per quanti non potranno essere di persona a Rio. «L’incontro – precisa l’incaricato regionale per la pastorale giovanile, don Marcello Cruciani – prevede spazi di confronto e di preghiera e il collegamento in diretta per la veglia». All’incontro sarà presente il vescovo di Orvieto-Todi, Benedetto Tuzia.

Marche. Nelle Marche la settimana della Gmg si trasforma in un campo missionario. Itinerante, con tappe a Loreto, Pesaro, Ancona, Ascoli, Porto Recanati e Civitanova Marche. L’iniziativa, promossa dal Servizio regionale per la pastorale giovanile, dall’Ufficio vocazioni e da Migrantes, porterà i ragazzi nelle parrocchie e tra la gente. Il tour si concluderà il 27 e il 28 luglio al Centro Giovanni Paolo II di Loreto per il collegamento con Rio. Ai giovani sarà affidata «la regola di vita del missionario», basata sulla sobrietà e sulla prossimità, sperimentata durante il campo. E da continuare a vivere nella ferialità.

Abruzzo. In Abruzzo sono diverse le iniziative in cantiere. L’iniziativa nella diocesi di Avezzano, voluta dal vescovo Pietro Santoro, delegato regionale per i giovani di Abruzzo e Molise, si svolgerà nella parrocchia di Caruscino all’insegna della di missione e dell’evangelizzazione. Nella diocesi di Teramo-Atri, presieduta dal vescovo Michele Seccia, l’evento seguirà la diretta dell’incontro del Papa e i giovani potranno dormire nel Santuario di San Gabriele dell’Addolorata, ai piedi del Gran Sasso.

Campania. A casa, ma «in pieno stile Gmg con tanto di accoglienza nelle parrocchie, nelle famiglie e negli istituti religiosi». Dal 26 al 28 luglio i giovani della Campania si ritroveranno a Salerno: venerdì pomeriggio spazio alla catechesi sul Credo e alla professione di fede sulla tomba di san Matteo. Sabato la visita ad alcuni luoghi della città per riflettere sulla cittadinanza attiva, sulla politica e sull’impegno sociale precede i workshop sulla missione, sull’affettività, sull’orientamento vocazionale e sul lavoro. Si continua con la veglia di preghiera, l’adorazione e la festa. Domenica, prima della Messa, sarà proiettato un video che sintetizzerà quanto avvenuto a Rio.

Basilicata. La spiaggia di Maratea, la statua del Redentore, tantissimi ragazzi desiderosi di fare un’esperienza di fede per ripartire, da missionari, sulle vie del mondo. A Rio, ma anche a Maratea dove tutto – perfino il paesaggio – richiamerà il raduno brasiliano. L’appuntamento lucano, organizzato dal Servizio regionale per la pastorale giovanile, inizierà sabato 27 luglio sulla spiaggia di Fiumicello: dopo l’accoglienza si raggiungerà in pellegrinaggio la statua del Cristo. Il concerto della rock band «Nova» farà da preludio alla veglia e all’adorazione eucaristica che proseguirà per tutta la notte. Domenica una catechesi e la Messa conclusiva.

Sicilia. Sono attesi almeno 5000 ragazzi al grande appuntamento in programma il 27 luglio a Calderà di Barcellona Pozzo di Gotto. L’iniziativa, organizzata dal Servizio per la pastorale giovanile dell’arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela in collaborazione con il Movimento giovanile salesiano di Sicilia, prenderà il via sabato pomeriggio in piazza delle Ancore e andrà avanti per tutta la notte con la veglia in collegamento video con Rio. Una serata di preghiera e festa per «Ri-svegliare l’aurora», come recita il titolo dell’evento.

Sardegna. Saranno Alghero e Nuoro i due punti in Sardegna nei quali i giovani potranno vivere insieme i momenti più importanti della Gmg di Rio. Nelle due città si ritroveranno i ragazzi che non potendo andare in Brasile vogliono comunque condividere l’esperienza della Giornata mondiale. «Il programma è ancora in via di definizione – dice don Massimo Cabua, delegato regionale della pastorale giovanile – ma in linea di massima nei due punti ci si ritroverà per vivere alcuni giorni di esperienze comuni mentre la sera della veglia a Rio cercheremo di collegarci via web tra i tre punti, Alghero, Nuoro e Rio, per vivere assieme questo momento così particolare e speciale».

(hanno collaborato Roberto Comparetti ed Elisabetta Marraccini)

Stefania Careddu e Patrizio Righero
© riproduzione riservata

mercoledì 26 dicembre 2012

Scrivo da una cella senza finestre

Vorrei copiare il mio parroco oggi e la sua omelia. Mettere una testimonianza, quella di Asia Bibi (qui potete vedere chi sia questa donna), trascrivendo una sua lettera tratta da Avvenire (qui il link da cui ho tratto la lettera).
Lo faccio oggi, nella giornata di S.Stefano, primo martire, per poter in qualche modo ricordare tutti coloro che, ancora oggi, come Stefano, soffrono o muoiono per la propria fede:

"Mi chiamo Asia Noreen Bibi. Scrivo agli uomini e alle donne di buo­na volontà dalla mia cella senza finestre, nel modulo di isolamen­to della prigione di Sheikhupura, in Pakistan, e non so se leggerete mai questa lettera. Sono rinchiusa qui dal giugno del 2009. Sono stata con­dannata a morte mediante impiccagione per blasfemia contro il profe­ta Maometto.

Dio sa che è una sentenza ingiusta e che il mio unico de­­litto, in questo mio grande Paese che amo tanto, è di essere cattolica. Non so se queste parole usciranno da questa prigione. Se il Signore miseri­cordioso vuole che ciò avvenga, chiedo agli spagnoli (il 15 dicembre, il marito di Asia ritirerà a Madrid il premio dell’associazione HazteOir, n­dr ) di pregare per me e intercedere presso il presidente del mio bellissi­mo Paese affinché io possa recuperare la libertà e tornare dalla mia fa­miglia che mi manca tanto. Sono sposata con un uomo buono che si chiama Ashiq Masih. Abbia­mo cinque figli, benedizione del cielo: un maschio, Imran, e quattro ra­gazze, Nasima, Isha, Sidra e la piccola Isham. Voglio soltanto tornare da loro, vedere il loro sorriso e riportare la serenità. Stanno soffrendo a cau­sa mia, perché sanno che sono in prigione senza giustizia. E temono per la mia vita. Un giudice, l’onorevole Naveed Iqbal, un giorno è entrato nel­la mia cella e, dopo avermi condannata a una morte orribile, mi ha of­ferto la revoca della sentenza se mi fossi convertita all’islam. Io l’ho rin­graziato di cuore per la sua proposta, ma gli ho risposto con tutta one­stà che preferisco morire da cristiana che uscire dal carcere da musul­mana. «Sono stata condannata perché cristiana – gli ho detto –. Credo in Dio e nel suo grande amore. Se lei mi ha condannata a morte perché amo Dio, sarò orgogliosa di sacrificare la mia vita per Lui».

Due uomini giusti sono stati assassinati per aver chiesto per me giusti­zia e libertà. Il loro destino mi tormenta il cuore. Salman Taseer, gover­natore della mia regione, il Punjab, venne assassinato il 4 gennaio 2011 da un membro della sua scorta, semplicemente perché aveva chiesto al governo che fossi rilasciata e perché si era opposto alla legge sulla bla­sfemia in vigore in Pakistan. Due mesi dopo un ministro del governo na­zionale, Shahbaz Bhatti, cristiano come me, fu ucciso per lo stesso mo­tivo. Circondarono la sua auto e gli spararono con ferocia.

Mi chiedo quante altre persone debbano morire a causa della giustizia. Prego in ogni momento perché Dio misericordioso illumini il giudizio delle nostre autorità e le leggi ristabiliscano l’antica armonia che ha sempre regnato fra persone di differenti religioni nel mio grande Pae­se. Gesù, nostro Signore e Salvatore, ci ama come esseri liberi e credo che la libertà di coscienza sia uno dei tesori più preziosi che il nostro Creatore ci ha dato, un tesoro che dobbiamo proteggere. Ho provato u­na grande emozione quando ho saputo che il Santo Padre Benedetto XVI era intervenuto a mio favore. Dio mi permetta di vivere abbastan­za per andare in pellegrinaggio fino a Roma e, se possibile, ringraziarlo personalmente.

Penso alla mia famiglia, lo faccio in ogni momento. Vivo con il ricordo di mio marito e dei miei figli e chiedo a Dio misericordioso che mi per­metta di tornare da loro. Amico o amica a cui scrivo, non so se questa lettera ti giungerà mai. Ma se accadrà, ricordati che ci sono persone nel mondo che sono perseguitate a causa della loro fede e – se puoi – prega il Signore per noi e scrivi al presidente del Pakistan per chiedergli che mi faccia ritornare dai miei familiari. Se leggi questa lettera, è perché Dio lo avrà reso possibile. Lui, che è buono e giusto, ti colmi con la sua Grazia. 

Asia Noreeen Bibi - Prigione di Sheikhupura, Pakistan​"