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domenica 28 ottobre 2012

Letture della S.Messa del 1 novembre

RITO ROMANO:


Prima lettura

Ap 7,2-4.9-14


Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

Io, Giovanni, vidi salire dall’oriente un altro angelo, con il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli, ai quali era stato concesso di devastare la terra e il mare: «Non devastate la terra né il mare né le piante, finché non avremo impresso il sigillo sulla fronte dei servi del nostro Dio».
E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila segnati, provenienti da ogni tribù dei figli d’Israele.
Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani. E gridavano a gran voce: «La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono, e all’Agnello».
E tutti gli angeli stavano attorno al trono e agli anziani e ai quattro esseri viventi, e si inchinarono con la faccia a terra davanti al trono e adorarono Dio dicendo: «Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen».
Uno degli anziani allora si rivolse a me e disse: «Questi, che sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?». Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai». E lui: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello».



Salmo responsoriale

Sal 23



R.: Ecco la generazione che cerca il tuo volto, Signore.


Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
È lui che l’ha fondato sui mari
e sui fiumi l’ha stabilito.


Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli.


Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.



Seconda lettura

1Gv 3,1-3



Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo

Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui.
Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.
Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro.




Vangelo

Mt 5,1-12


Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».


RITO AMBROSIANO:


Lettura
Ap 7,2-4.9-14

Io, Giovanni, vidi un angelo che saliva dall’oriente e aveva il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli ai quali era stato concesso il potere di devastare la terra e il mare: “Non devastate né la terra, né il mare, né la piante, finché non abbiamo impresso il sigillo del nostro Dio sulla fronte dei suoi servi”. Poi udii il numero di coloro che furon segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila, segnati da ogni tribù dei figli d’Israele. Dopo ciò, apparve una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e portavano palme nelle mani. E gridavano a gran voce: “La salvezza appartiene al nostro Dio seduto sul trono e all’Agnello”. Allora tutti gli angeli che stavano intorno al trono e i vegliardi e i quattro esseri viventi, si inchinarono profondamente con la faccia davanti al trono e adorarono Dio dicendo: “Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen”. Uno dei vegliardi allora si rivolse a me e disse: “Quelli che sono vestiti di bianco, chi sono e donde vengono?”. Gli risposi: “Signore mio, tu lo sai”. E lui: “Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell’Agnello”.

Salmo
Sal 88(89)
R.: Benedetto il Signore in eterno.

Canterò in eterno l’amore del Signore,
di generazione in generazione farò conoscere
con la mia bocca la tua fedeltà.
I cieli cantano le tue meraviglie, Signore,
la tua fedeltà nell’assemblea dei santi. R

Dio è tremendo nel consiglio dei santi,
grande e terribile tra quanti lo circondano.
Chi è come te, Signore, Dio degli eserciti?
Potente Signore, la tua fedeltà ti circonda. R

Tuoi sono i cieli, tua è la terra,
tu hai fondato il mondo e quanto contiene.
Beato il popolo che ti sa acclamare:
camminerà, Signore, alla luce del tuo volto. R

Epistola
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani 8, 28-39

Fratelli, noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno. Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che ha predestinato, li ha anche chiamati; quelli che ha chiamato, li ha anche giustificati; quelli che ha giustificato, li ha anche glorificati. Che diremo dunque di queste cose? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli, che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi, non ci donerà forse ogni cosa insieme a lui? Chi muoverà accuse contro coloro che Dio ha scelto? Dio è colui che giustifica! Chi condannerà? Cristo Gesù è morto, anzi è risorto, sta alla destra di Dio e intercede per noi! Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Come sta scritto: «Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo considerati come pecore da macello». Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore.

Vangelo
Lettura del Vangelo secondo Matteo 5, 1-12a

In quel tempo. Vedendo le folle, il Signore Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

giovedì 26 luglio 2012

Alcuni video sulla "nostra signora di Aparecida"

Per concludere la storia della Nostra Signora di Aparecida, iniziata nel post precedente, vorrei donarvi due video.
Nel primo vediamo alcuni immagini d'epoca scattate durante la realizzazione del santuario, nel secondo invece possiamo ascoltare, in brasiliano, una breve storia del Santuario e della statua della Madonna:




I Santi patroni della GMG: Nostra Signora di Aparecida

Come promesso, a partire da oggi, vi vogliamo "presentare" i Santi Patroni della GMG di Rio cominciando dalla Nostra Signora di Aparecida:


Nostra Signora Aparecida

All'entrata della cittadina di Aparecida vi e' un grande arco, sul quale sta scritto: ''Aparecida, la capitale della fede''.
Aparecida e' una piccola cittadina (35.000 abitanti), situata a 168 km . a nord di Sao Paulo. Pochi, al di fuori della regione, conoscerebbero il nome di questa localita', se non fosse che in essa sorge quello che, sostengono i
brasiliani, e' il maggior santuario mariano del mondo e, in assoluto, la seconda chiesa - per grandezza - dopo la
basilica vaticana. Ogni anno, il 12 ottobre, la città è visitata specialmente dagli affezionati alla Nostra Signora Aparecida. In questo giorno più di 200 mila pellegrini vanno al Santuario per partecipare ad una delle Messe celebrate nella Cattedrale-Basilica della Nostra Signora Aparecida, nota come “Nuova Basilica” e nella Basilica Nazionale di Aparecida, nota come la “Vecchia Basilica". Da una statistica del 1998 risulta secondo, dopo “Guadalupe” in Messico con oltre 14 milioni di pellegrini, per i suoi sette milioni e mezzo di famiglie, uomini e donne, religiosi/e, sacerdoti che s’inoltrano nel “Vale do Paraiba”, bagnata dal fiume Paraiba e circondata dalle catene montuose della Serra do Mar e della Serra da Mantiqueira.
La storia della Madonna di Aparecida (la ''apparsa'', in portoghese) comincia nel 1717 quando tre pescatori - cosi' si narra - pescando nel fiume Paraiba si trovarono nella rete il corpo di una statua, ma senza la testa. Gettarono ancora la rete, e pescarono una testa. Un senso di stupore colse i tre che rigettarono le reti. Lo stupore illuminò i loro volti quando a fatica tiravano le reti vedendo in esse pesce di ottima qualità. La pesca fu così abbondante che a stento la barca si manteneva in equilibrio sulle acque.
I pescatori, però, prima di andare al mercato, lasciarono la statua a Silvana, la moglie di João. Silvana ne incollò la testa al corpo e la tenne con sé per circa 10 anni. Tutti i giorni la famiglia, alla fine del lavoro, recitava il Rosario. Nel 1726 la statua fu affidata ai figli Atanasio e Pedroso che la deposero in una piccola nicchia di legno”. Difatti il Porto Iguaçu, nei pressi del fiume Paraiba, lo si considera il primo “trono” della Vergine Aparecida. Subito cominciarono i miracoli.Si accorso cosi' di aver trovato una statua della Madonna.
A poco a poco la notizia del ritrovamento della ''Aparecida'' si diffuse, e si sparse la voce che, pregando davanti alla statua custodita nella casa del pescatore, si ottenevano grazie e miracoli. Percio' fu costruita una cappella per accogliere la statua, e i numerosi pellegrini. La cappella fu poi ampliata, divenendo una bella chiesa, che pero', presto, divenne insufficiente per ospitare il numero crescente di devoti. Si racconta di uno schiavo di nome Zaccaria che viveva in una piantagione di caffè. E non riuscendo più a sopportare la ferocia dei suoi «padroni», scappò e si diresse nella città di San Paolo. Il capitano, responsabile degli schiavi, gli diede la «caccia». Lo trovò in un bosco. Gli mise alle mani e ai piedi delle catene pesanti sette chili. E lo trascinò per la strada. Passando davanti alla Cappella della Madonna «Aparecida» lo schiavo implorò il Suo aiuto. Subito si aprirono le catene. Di fronte a quel fatto il capitano lo lasciò andare. Ecco perché la tradizione dice che la Madonna è nera perché vuole essere accanto agli oppressi e in quel tempo i poveri erano i negri”.
Nel 1883 fu eretta la Basilica. Oggi conosciuta con il nome “La Basilica Vecchia”, poiché è stata costruita la nuova, inaugurata il 15 agosto 1967. Per l’occasione, il Papa Paolo VI, tramite un suo delegato, offrì una “Rosa d’oro”. Nel luglio del 1980 Papa Giovanni Paolo II ha consacrato la Basilica alla Madonna Aparecida, affidando alle sue cure il popolo brasiliano.
Il santuario è visibile da circa 10 km di distanza. Infine, per iniziativa dei padri Redentoristi, dal 1894 custodi del santuario, e per impulso del cardinale Carmelo Vasconcellos Motta, vescovo di Aparecida, a meta' del Novecento si decise di costruire la nuova grande basilica.Su progetto dell'architetto Benedito Calixto, la chiesa, a forma di croce greca, sorge su una collina che domina la cittadina di Aparecida e tutta la valle. La basilica e' lunga 173 metri, larga 168; la cupola e' a 70 metri di altezza, il
campanile e' alto 100 metri. Per costruire l'imponente edificio sono stati utilizzati 25 milioni di mattoni. Accanto
alla basilica vi e' un vastissimo piazzale e, piu' in la', un parcheggio che puo' contenere 4.000 pullman e 6.000 automobili. I lavori iniziarono nel 1955; quando era ancora in costruzione, il santuario fu consacrato nel 1980 da Giovanni Paolo II, al suo primo viaggio in Brasile. I lavori furono poi ultimati pochi anni dopo. Il pellegrino che si ferma in preghiera può facilmente contemplare, da qualsiasi punto della Chiesa, la statua nera di terracotta della Madonna che pesa circa tre chili ed è lunga 30 cm, il tabernacolo e l’azzurro del cielo, attraverso il gioco delle nuvole che s’intrecciano tra i rami degli alberi o si nascondono dietro le montagne.
Pio XI, nel 1929, proclamo' la Madonna di Aparecida patrona del Brasile; nel 1984 la Conferenza episcopale brasiliana dichiaro' la basilica di Aparecida santuario nazionale.

 

(Fonte http://www.tanogabo.it/religione/nostra_signora_aparecida.htm) 

giovedì 19 luglio 2012

Santi patroni della GMG

Nostra Signora di Aparecida, “patrona della Chiesa e delle famiglie”, San Sebastiano, “soldato e martire della fede”, sant’Antonio de Santana Galvao, “testimone di pace e di carità”, santa Teresa di Lisieux, “patrona delle missioni” e il beato Giovanni Paolo II, “amico dei giovani”: sono questi i cinque patroni della Giornata mondiale della Gioventù di Rio de Janeiro (23-28 luglio 2013). A renderli noti, nel corso di una celebrazione nel santuario mariano di “Nossa Senhora da Penha”, è stato l’arcivescovo di Rio de Janeiro, dom Orani João Tempesta, che guida anche il Comitato organizzatore locale (Col) della Gmg. Si tratta, ha detto l’arcivescovo, “di uomini e donne che, anche in gioventù, hanno saputo scegliere la parte migliore della vita: Gesù Cristo. La loro storia ci esorta a coltivare le virtù e a testimoniare a tutti che la santità è possibile nella vita reale”. A fianco dei patroni dom Orani ha elencato anche altre figure esemplari, quali “intercessori” della Gmg: santa Rosa da Lima, “fedele alla volontà di Dio”, santa Teresa delle Ande, “contemplativa di Cristo”, santa Laura Vicuña, martire della purezza, beato José de Anchieta, “apostolo del Brasile”, beata Albertina Berkenbrock, “virtuosa dei valori evangelici”, beata Chiara Luce Badano, “devota a Gesù”, beata Irma Dulce, “ambasciatrice della Carità”, beato Adílio Daronch, “amico di Cristo”, beato Pier Giorgio Frassati, “ardente di amore per i poveri e la Chiesa”, beato Isidoro Bakanja, “martire dello scapolare”, beato Federico Ozanam, “servo dei più poveri”, san Giorgio, “combattente del male”; santi Andrea Kim e compagni, “martiri dell’evangelizzazione”. “Sono santi e beati - commenta al Sir padre Eric Jacquinet, responsabile della Sezione Giovani del Pontificio Consiglio per il laici - che richiamano virtù come la grande fede, la carità, la gioia, la testimonianza, la missionarietà, l’amore verso i poveri, quanto mai attuali e necessarie. La speranza è che i giovani del mondo possano conoscerli più a fondo e seguire il loro esempio per prepararsi al meglio per le Giornate di Rio”.


(Fonte gmg2013.it)


Sarà nostra cura, a breve, fornirvi delle breve schede su questi santi per poterli conoscere meglio, in preparazione alla GMG di Rio