Visualizzazione post con etichetta 1990. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 1990. Mostra tutti i post

giovedì 8 marzo 2012

Le parole del Papa alla GMG: Roma 1990 (parte 2)

In seguito all'attacco del sito del Vaticano da parte di cracker (la notizia la potete trovare qui) concludiamo oggi il post iniziato ieri sulla GMG di Roma del 1990 riportando l'omelia e l'angelus papale:

OMELIA DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II
Piazza San Pietro
Domenica delle Palme, 8 aprile 1990 

“Osanna al Figlio di Davide, / Benedetto colui che viene nel nome del Signore . . . / Osanna nell’alto dei cieli” (Mt 21, 9).
1. Oggi Gesù viene a Gerusalemme. E oggi è il giorno che la liturgia ricorda una settimana prima della Pasqua. Oggi è il giorno in cui le folle ricordano Gesù. Tra la folla ci sono i giovani. Questo è in modo particolare il loro giorno. Questo giorno è vostro, carissimi giovani - qui in Piazza San Pietro, e nello stesso tempo in tanti altri luoghi della terra, dove la Chiesa celebra la liturgia della Domenica delle Palme - come vostra particolare festa.

Questo giorno è vostro. Come vescovo di Roma esco insieme con voi all’incontro di Cristo che viene. “Benedetto colui che viene nel nome del Signore”. Insieme con voi qui e insieme con tutti i vostri coetanei in ogni parte del mondo. Mi unisco spiritualmente anche a quei casi in cui la festa della gioventù viene celebrata in un altro giorno dell’anno liturgico.

Ecco, la grande folla si estende attraverso le nazioni e i continenti! Questa folla sta attorno a Cristo mentre entra in Gerusalemme, mentre va incontro alla sua “ora”. Mentre si avvicina al suo mistero pasquale.

2. Solo una volta Gesù di Nazaret fece il suo ingresso solenne in Gerusalemme per la Pasqua. E solo una volta si compì ciò che i prossimi giorni confermeranno. Ma nello stesso tempo, Egli è rimasto in questa sua venuta. E una volta per sempre ha inscritto nella storia dell’umanità ciò che proclama san Paolo nella liturgia di oggi.

Ecco: “Pur essendo di natura divina, / non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; / ma spogliò se stesso, / assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; / apparso in forma umana, / umiliò se stesso, / facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. / Per questo Dio l’ha esaltato” (Fil 2, 6-9).

Gesù Cristo - il Figlio di Dio della stessa sostanza del Padre - si umiliò come uomo . . . spogliò se stesso come uomo, accettando la morte sulla croce, che, umanamente parlando, è l’obbrobrio più grande. In tale spogliazione Gesù Cristo è stato esaltato al di sopra di ogni cosa. Dio stesso l’ha esaltato e ha legato l’esaltazione del Figlio con la storia dell’uomo e del mondo.

In lui la storia dell’uomo e del mondo hanno una misura divina. “Gesù Cristo è il Signore a gloria di Dio Padre”.
3. Noi tutti, presenti qui in Piazza San Pietro oppure in qualsiasi luogo della terra, noi che entriamo con Cristo a Gerusalemme, professiamo, annunciamo e proclamiamo il mistero pasquale di Cristo che perdura. Perdura nella Chiesa e, mediante la Chiesa, nell’umanità e nel mondo. Professiamo, annunciamo e proclamiamo il mistero di questa umiliazione, che esalta, e di questa spogliazione, che dà la vita eterna.

In questo mistero - nel mistero pasquale di Cristo - Dio si è rivelato fino in fondo. Dio che è amore. E in questo mistero - nel mistero pasquale di Cristo - l’uomo è stato rivelato fino in fondo. Cristo ha rivelato fino in fondo l’uomo all’uomo, e gli ha fatto nota la sua altissima vocazione.

L’uomo, infatti, esiste tra il limite dell’umiliazione e della spogliazione attraverso la morte e quello dell’insopprimibile desiderio dell’esaltazione, della dignità e della gloria.

Tale è la misura dell’essere umano. Tale è l’estensione delle sue esigenze terrene. Tale è il senso della sua irrinunciabile dignità e il fondamento di tutti i suoi diritti.

Nel mistero pasquale Cristo entra in questa misura dell’essere umano. Abbraccia tutta questa estensione dell’esistenza umana. La prende tutta in sé. La conferma. E al tempo stesso la supera. Quando entra in Gerusalemme, egli va incontro alla propria sofferenza - e, nello stesso tempo, va incontro alla sofferenza di tutti gli uomini - per rivelare non tanto la miseria di essa quanto piuttosto la sua potenza redentrice. Quando entra in Gerusalemme, egli va anche incontro all’esaltazioneche, in lui, il Padre offre a tutti gli uomini. “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà”.
4. Così, dunque, entriamo con Cristo in Gerusalemme. “Benedetto colui che viene nel nome del Signore”. Camminando insieme con lui, siamo la Chiesa che parla con le lingue di tanti popoli, nazioni, culture e generazioni. In tutte le lingue, infatti, essa annuncia lo stesso mistero di Gesù Cristo: il mistero pasquale. In questo mistero si racchiude in modo particolare la misura dell’uomo. In questo mistero la misura dell’uomo risulta penetrata dalla potenza divina, dalla potenza più grande che è l’amore.

Tutti portiamo in noi Cristo, lui che è “la vite”, da cui germina la storia dell’uomo e del mondo. Cristo che è il continuo lievito della nuova vita in Dio.

Benedetto colui che viene . . . Osanna!




Sarà il Santuario della Madonna di Czstochowa la tappa spirituale del raduno dei giovani di tutti i continenti fissato dal Papa nell’agosto 1991. L’annuncio è dato al termine della solenne celebrazione, prima dei riti di conclusione. Queste le parole del Santo Padre.


Carissimi giovani.

È ancora vivo in tutti noi il ricordo del grande raduno a Santiago de Compostela dell’estate scorsa e, mentre oggi in tutte le diocesi del mondo si celebra la quinta Giornata Mondiale della gioventù, i nostri occhi guardano già alla prossima tappa di questo spirituale pellegrinaggio verso il terzo millennio. Invito, pertanto, voi, giovani di tutti i continenti, a ritrovarci insieme, nell’agosto 1991, presso il santuario della Madonna di Czestochowa, che da più di 600 anni costituisce il cuore della storia del popolo polacco, per celebrare insieme la VI Giornata Mondiale della gioventù.

Il tema, per tale incontro, sarà costituito dalle parole di san Paolo ai Romani (Rm 8, 15): “Avete ricevuto uno spirito da figli”. Nell’epoca che stiamo vivendo, segnata da profondi rivolgimenti sociali, questo spirito da figli di Dio costituisce il vero elemento propulsore della storia dei popoli e della vita delle persone: esso svela infatti le radici profonde della dignità dell’uomo e la grandezza della sua vocazione. Ci insegni Maria a vivere da veri figli di Dio Padre!
“Siate uniti al Cristo come i tralci alla vite. Solo così porterete frutti abbondanti per la dilatazione del regno di Dio e per l’edificazione di un mondo nuovo”.È l’esortazione rivolta da Giovanni Paolo II ai giovani di tutti i continenti al termine della Santa Messa della Domenica delle Palme, V Giornata Mondiale della Gioventù, celebrata in piazza San Pietro e dopo aver annunciato il prossimo appuntamento, nell’agosto 1991 nel Santuario mariano di Czestochowa in Polonia.
A los numerosos jóvenes de España y América Latina deseo agradecer su ferviente presencia en esta V Jornada Mundial de la Juventud. Como recuerdo de este Encuentro, llevad a vuestras familias y a vuestros coetáneos el afectuoso saludo del Papa. Decid sobre todo a los alejados o indiferentes, que Cristo, en quien está injertada la nueva humanidad, les invita a seguirlo; El siempre está presente en el camino de la vida.
De corazón os imparto la Bendición Apostólica, que extiendo complacido a vuestros seres queridos y a todos vuestros compañeros.
* * *
Sehr herzlich grüße ich auch alle Jugendlichen deutscher Sprache, die sich zum Weltjugerdtag in Rom eingefunden haben. Ein besonderer Gruß gilt den zahlreichen deutschen Pilgern, die sich in diesen Tagen in der ”Erwigen Stadt“ aufhalten. Möge Euch allen die Mitfeier der Karwoche und der Auferstehung unseres Herrn neue Hoffnung geben auf das wahre Leben in der Zeit und in der Ewigkeit. Bereits jetzt wünsche ich Euch ein gesegnetes und gnadenreiches Osterfest!
* * *
Chers jeunes de langue française, je vous salue très cordialement. Chacun de vous peut tenir sa place dans l’Eglise et il doit le faire. Chacun de vous reçoit de Dieu sa vie et peut lui répondre en se donnant à lui. Que le Seigneur vous accompagne sur votre route!
* * *
I extend a warm welcome to the young people from throughout the world who have gathered in Rome to celebrate World Youth Day with the Pope. Dear friends: I ask all of you to follow the way of the Lord Jesus with joy and to share his friendship with everyone you meet. May God bless you and your families and always keep you close to him!
* * *
Saúdo cordialmente os, jovens de língua portuguesa,
Desejo-lhes todo o bem! Que a vinda a Roma lhes dê muitas alegrias e os faça crescer na fé, cônscios da própria missão importante na Igreia. Cada um se torne mensagem viva, para os seus coetâneos e familiares, do gosto de ser Igreja, na amizade com Cristo, que é a Vida. Com a minha bênção.
* * *
“Ja jestem szczep winny a wy latorośle”.
Powtarzam te słowa młodzieży, wszystkim tutaj obecnym oraz słuchającym mnie przez radio i telewiziję w Polsce młodym Polkom i Polakom.
* * *
Al concludersi di questa solenne cerimonia, desidero rivolgere a tutti i giovani di lingua italiana, soprattutto a quelli della mia diocesi di Roma, un saluto particolarmente affettuoso. Cari giovani, vi ringrazio per la vostra partecipazione, qui in piazza San Pietro, alla V Giornata Mondiale della Gioventù e vi esprimo il mio apprezzamento per la vostra calorosa testimonianza di fede. Vi dico: siate uniti al Cristo come i tralci alla vite. Solo così porterete frutti abbondanti per la dilatazione del regno di Dio e per l’edificazione di un mondo nuovo. A tutti dico: portate vivo nei vostri cuori il mistero pasquale di Cristo crocifisso e Risorto, Cristo il nostro Cammino, la nostra Verità la nostra Vita.

© Copyright 1990 - Libreria Editrice Vaticana

mercoledì 7 marzo 2012

Le parole del Papa alla GMG: Roma 1990 (parte 1)

Purtroppo, causa problemi del sito ufficiale del Vaticano, per la GMG del 1990 posso solo riportare il messaggio ufficiale del S. Padre, con la promessa che, quando il sito funzionerà al meglio, posterò anche l'angelus e gli altri eventuali testi disponibili sul sito...

Carissimi giovani!

1. Eccomi a voi per annunciarvi la prossima Giornata Mondiale della Gioventù. Mentre vi scrivo queste parole, ho ancora vivo nella memoria il ricordo di quella precedente, culminata nell´indimenticabile incontro a Santiago de Compostela, in Spagna, dove mi sono recato in pellegrinaggio, insieme con molti di voi. E´ stato, quello, un evento ecclesiale di grande portata, una eccezionale testimonianza di fede da parte di migliaia di giovani provenienti da tutti i continenti, un momento forte di evangelizzazione. A Santiago la Chiesa ha mostrato al mondo ancora una volta il suo volto giovane, pieno di gioia, di speranza e di entusiamo nella fede. L´evento di Santiago è stato un grande dono per essa, anzi, oserei dire, per tutta la società; e di questo non cesserò mai di ringraziare il Signore.

Una nuova scoperta della Chiesa e della misione

Il tema della giornata precedente, come ricorderete, era incentrato su Cristo. Quest´anno, invece, vorrei proporvi di riflettere sul tema della Chiesa. Non si tratta di una correlazione casuale. Tra Cristo e la sua Chiesa esiste un vincolo organico assai stretto e profondo. Cristo vive nella Chiesa, la Chiesa è il mistero di Cristo vivente ed operante in mezzo a noi come si esprime san Paolo: «Cristo in voi, speranza della gloria» (Col 1,27); e in altro luogo «Voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte» (1Cor 12,27).

In occasione di questa quinta Giornata Mondiale della Gioventù, desidero quindi invitare tutti voi ad una nuova scoperta della Chiesa e della vostra missione in essa, in quanto giovani.

La Chiesa di Cristo è una realtà affascinante e meravigliosa. Essa è antica, perché conta quasi duemila anni, ma, allo stesso tempo, è perennemente giovane, grazie allo Spirito Santo che la anima. Giovane è la Chiesa, perché giovane, cioè sempre attuale, è il suo messaggio di salvezza.

Per questo esiste un dialogo così importante tra la Chiesa e i giovani: «La Chiesa ha tante cose da dire ai giovani e i giovani hanno tante cose da dire alla Chiesa. Questo reciproco dialogo, da attuarsi con grande cordialità, chiarezza e coraggio... sarà fonte di ricchezza e di giovinezza per la Chiesa...» ho scritto nell´esortazione apostolica «Christifideles Laici» (46). Vorrei che la quinta giornata contribuisse allo sviluppo di questo dialogo tanto a tutti i livelli della vita ecclesiale che nell´esistenza di ciascuno di voi.

Un impegno nella Chiesa e nella società

2. Nella Bibbia, tra le numerose immagini che esprimono il mistero della Chiesa, troviamo anche l´immagine della vigna (cfr. Ger 2,21; Is 5,1-7). La Chiesa è la vigna piantata dal Signore stesso, una vigna che gode del suo particolare amore.

Nel Vangelo di Giovanni, Cristo ci spiega il principio fondamentale della vita di questa vigna, quando dice: «Io sono la vite, voi i tralci» (Gv 15,5). Sono proprio queste le parole che ho scelto come tema della prossima Giornata Mondiale della Gioventù. Rivolgo perciò a tutti voi un appello: Giovani, siate tralci vivi della Chiesa, siate tralci carichi di frutti!

Essere tralci vivi nella Chiesa-vigna significa, innanzitutto essere in comunione vitale con Cristo-vite. I tralci non sono autosufficienti, ma dipendono totalmente dalla vite. In essa si trova la sorgente della loro vita. Così, nel Battesimo, ciascuno di noi è stato innestato in Cristo ed ha ricevuto gratuitamente il dono della vita nuova. Per essere tralci vivi, dovete vivere questa realtà del vostro Battesimo, approfondendo ogni giorno la vostra comunione col Signore mediante l´ascolto e l´obbedienza alla sua Parola, la partecipazione all´Eucaristia e al sacramento della Riconciliazione, e il colloquio personale con lui nella preghiera. Gesù dice: «Chi rimane in me, ed io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete fare nulla» (Gv 15,5).

Essere tralci vivi nella Chiesa-vigna significa anche assumersi un impegno nella comunità e nella società. Ce lo spiega in modo molto chiaro il Concilio Vaticano II: «Come nella compagine di un corpo vivente non vi è membro alcuno che si comporti in maniera del tutto passiva, ma insieme con la vita del corpo ne partecipa anche l´attività, così nel corpo di Cristo, che è la Chiesa, "tutto il corpo... secondo l´energia propria ad ogni singolo membro... contribuisce alla crescita del corpo stess" (Ef 4,16)» («Apostolicam Actuositatem», 2). Tutti, a seconda delle nostre vocazioni particolari, siamo partecipi della missione di Cristo e della sua Chiesa. La comunione ecclesiale è una comunione missionaria.

La Chiesa ha bisogno di molti operai. In questa quinta Giornata Mondiale Cristo stesso rivolge a voi giovani un grande invito: «Andate anche voi, nella mia vigna» (Mt 20,4).

La Chiesa è una comunione organica, in cui ciascuno ha il proprio posto e il proprio compito. Lo avete anche voi giovani. E´ un posto molto importante, il vostro. La Chiesa, che alle soglie degli anni duemila si sente chiamata dal Signore a rendere sempre più intenso il suo sforzo evangelizzatore, ha particolare bisogno di voi, del vostro dinamismo, della vostra autenticità, della vostra appassionata voglia di crescere, della freschezza della vostra fede. Mettete quindi al servizio della Chiesa i vostri giovani talenti senza riserve, con la generosità propria della vostra età. Prendete il vostro posto nella Chiesa, che non è solo quello di destinatari di cura pastorale, ma soprattutto di protagonisti attivi della sua missione (cfr. «Christifideles Laici», 46). La Chiesa è vostra, anzi, voi stessi siete la Chiesa!

Da parte sua, la Chiesa ha tanto da offrire a voi giovani. Assistiamo oggi ad un fenomeno molto significativo. Dopo un periodo di diffidenza e di distacco nei confronti della Chiesa, ora numerosi giovani la stanno riscoprendo come guida sicura e fedele, come luogo indispensabile di comunione con Dio e con i fratelli, come ambiente di crescita spirituale e di impegno. E´ un segno molto eloquente. Molti di voi non si contentano più di appartenere alla Chiesa in modo meramente formale, anagrafico. Cercano qualcosa di più.

Luogo privilegiato di riscoperta della Chiesa e dell´impegno ecclesiale sono le associazioni, i movimenti e le varie comunità ecclesiali giovanili. Infatti parliamo oggi di una «nuova stagione aggregativa» nella Chiesa (cfr. «Christifedeles Laici», 29). Questa è una ricchezza enorme ed un dono prezioso dello Spirito Santo, che va accolto con tanta riconoscenza.

«Andate anche voi nella mia vigna» (Mt 20,4). La Chiesa-vigna ha bisogno anche di operai particolari, che la servano in maniera specifica, con radicalismo evangelico, consacrandole tutta la loro vita. Si tratta delle vocazioni sacerdotali e religiose come pure delle vocazioni dei laici consacrati nel mondo. Sono sicuro che molti di voi, meditando il mistero della Chiesa, sentiranno nel profondo dell´animo l´invito di Cristo: «Va´ anche tu nella mia vigna...». Se udrete questa voce rivolta personalmente a voi, non esitate a rispondere «sì» al Signore. Non abbiate paura, perché servire Cristo e la sua Chiesa in modo totale è una vocazione stupenda ed un dono magnifico. Cristo vi aiuterà.

E´ questo, a grandi linee, l´argomento sostanziale della prossima Giornata Mondiale, giornata di riscoperta della Chiesa.

Scoprire la Chiesa diocesana e la Chiesa parrocchiale

3. La quinta Giornata Mondiale della Gioventù 1990 sarà celebrata nella domenica delle palme, in ciascuna delle vostre diocesi.

E´ proprio la Chiesa diocesana che dovete scoprire. La Chiesa non è una realtà astratta e disincarnata; al contrario, è una realtà molto concreta: per l´appunto, una Chiesa diocesana riunita attorno al Vescovo, successore degli apostoli. Ed è anche la Chiesa parrocchiale che dovete scoprire, la sua vita, i suoi bisogni e le numerose comunità che esistono ed operano in essa. In questa Chiesa porterete la gioia e lo slancio provati negli incontri mondiali come quello di Santiago e nelle riunioni dei movimenti e associazioni, di cui fate parte. Di questa Chiesa concreta voi giovani dovete essere tralci vivi e fecondi, cioè coscienti e responsabilmente partecipi della sua missione. Accogliete questa Chiesa con tutta la sua ricchezza spirituale; accoglietela nella persona dei vostri Vescovi, dei sacerdoti, dei religiosi e anche dei fratelli nella fede; accoglietela con fede e con amore di figli.

La Giornata Mondiale, come vedete, non è solo una festa ma anche un serio impegno spirituale. Per poterne cogliere i frutti, è necessario un cammino di preparazione sotto la guida dei vostri Pastori nelle diocesi, nelle parrocchie, nelle associazioni, nei movimenti e nelle comunità ecclesiali giovanili. Cercate di conoscere meglio la Chiesa, la sua natura, la sua storia, ormai bimillenaria, e il suo presente. Cercate di scoprire il vostro posto nella Chiesa e la vostra missione in quanto giovani.

In questo cammino spirituale vi potrà aiutare la mia esortazione apostolica «Christifideles Laici» (1988), che ho dedicato proprio alla meditazione della vocazione e della missione dei fedeli laici nella Chiesa e nel mondo. Invito i vostri pastori ad aiutarvi a coglierne meglio il messaggio.

Affido il processo di preparazione spirituale e la celebrazione stessa della prossima Giornata Mondiale della Gioventù 1990 all´intercessione particolare della Madonna. Ella, che veneriamo come madre della Chiesa, vi sia maestra e guida in questo rinnovato impegno ecclesiale.

A tutti voi invio con affetto la mia benedizione.

Dal Vaticano, il 26 novembre dell´anno 1989, solennità di nostro Signore Gesù Cristo re dell´universo.

Ioannes Paulus PP. II